Rimodulare le emozioni

Quante volte ci lasciamo prendere dal sottile autogiudizio e ci giudichiamo “troppo” o “troppo poco”?

E soprattutto, quante volte non sappiamo dire se una nostra caratteristica è un pregio o un difetto?

Ad esempio, essere empatici è una caratteristica utile, ma se portata all’estremo in un senso (troppo empatici) o nell’altro (per nulla empatici-indifferenti) la caratteristica assume, nel nostro giudizio, un valore positivo o negativo, in quanto entrambe possono avere effetti sgradevoli su di noi oppure su altri.

Troppo empatici significa non essere adeguatamente lucidi nel supportare l’altra persona, mentre l’indifferenza chiude ogni forma di comunicazione e possibilità di supporto.

Spesso si dice che “Il giusto sta nel mezzo”, o per dirla a modo nostro con termini a noi più consoni l’equilibrio sta nell’equilibrio.

Possiamo utilizzare un “trucchetto” per fare in modo che la nostra meravigliosa mente collabori  a nostro favore.

Visualizziamo un sistema del controllo dell’intensità, tipo una rotellina o una levetta. Immaginiamo che il “volume” della nostra empatia, ad esempio, sia quasi al massimo…diciamo al 80 %. Ora possiamo visualizzare di abbassare l’intensità fino al 50%. Percepiamo come la nuova sintonizzazione porta con sè l’energia dell’emozione cambiata… maggiore rispetto dei propri confini nonostante la comprensione dell’altra persona, che ci consente di starle vicino senza farsi sopraffare.

Spesso si dice che “La mente mente”, mentre in realtà è un ottimo alleato per la nostra protezione. L’importante è sapere come fare per aggirare gli ostacoli e farla lavorare al nostro servizio.

Con amore, Valeria

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